sabato 18 maggio 2013

Anonymus

Decapitato il vertice italiano di Anonymus, 4 hackers in manette


Decapitato il vertice italiano di Anonymus, 4 hackers in manette

Roma - Decapitato il il vertice italiano del movimento internazionale denominato 'Anonymous'. Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale ha arrestato 4 hacker con l'accusa di aver compiuto attacchi nei confronti della presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero della Difesa, della Polizia, dei Carabinieri, delle Capitanerie di Porto; e ancora della Banca d'Italia, di Equitalia, di Trenitalia, dell'Università Luiss di Roma, dell'Enel, della Siae, del comune di Torino. 

Sono stati concessi gli arresti a tutti i quattro pirati informatici: un 34enne di Lecce, un 20enne originario della provincia di Bologna, un 28enne della provincia di Venezia e un 25enne della provincia di Torino. Altre sei persone sono invece state denunciate a piede libero. Sequestrato materiale informatico in varie città italiane (Venezia, Bologna, Roma, Torino, Lecce e Ancona). 

Secondo gli inquirenti della procura di Roma, i quattro utilizzavano il marchio dell'organizzazione internazionale quasi "in esclusiva" sul territorio italiano non solo per perseguire le istanze del movimento, ma, in alcuni casi, anche per fini personali. Dopo aver compiuto gli attacchi dei siti di istituzioni e aziende private, arrivavano ad offrire alle vittime la propria consulenza informatica per riparare i danni che loro stessi avevano creato. Dopo essere riusciti a violare i sistemi informatici, mettevano a disposizione della rete i dati che erano riusciti a carpire, creando anche seri danni economici alle società. 

Gli hackers lavoravano come informatici di giorno, mentre la notte si dedicavano all'attività di hackeraggio. Una doppia vita che li rendeva insospettabili persino ai familiari. Uno, minorenne all'epoca dei fatti, era uno studente modello; un altro era stato intervistato nel corso di un servizio della trasmissione Le Iene, andato in onda il primo marzo del 2012. Il giovane, con il volto coperto dalla maschera del personaggio del film "V per vendetta", asseriva di aver compiuto un'intrusione informatica ai danni della società Vitrociset, azienda italiana che gestisce siti delle forze dell'ordine.


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