Da giugno a Palazzo Madama, L'Ermitage
Una selezione di 85 tesori d'arte medievale e rinascimentale, acquistati a Parigi l'11 novembre 1884 dallo Zar Alessandro III per il museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, lasceranno la Russia per la prima volta, per essere esposti a Torino, a Palazzo Madama , dal 7 giugno al 13 ottobre. Il sovrano russo li pagò 5,5 milioni di franchi dell'epoca. Erano una fortuna.
Ma non poteva farsi sfuggire l'occasione. Alexandre Petrovic Basilewsky, noto allora come il «Re dei collezionisti» europei, metteva in vendita una collezione unica al mondo: ottocento pezzi di eccezionale valore, smalti, bronzi, oreficerie e avori.
Solo ora alcune usciranno dall'Ermitage per raggiungere Torino. È il risultato di un accordo che il sindaco Piero Fassino e l'assessore Maurizio Braccialarghe hanno siglato con l'Ermitage, rappresentato in Italia da Maurizio Cecconi. L'intesa porterà a Palazzo Madama «Il Collezionista di Meraviglie». Così si intitolerà la mostra che il Museo guidato da Enrica Pagella dedicherà «All'Ermitage di Basilewky».
Li aveva riuniti nella sua casa al numero 31 di rue Blanche, come in un piccolo Louvre privato. Esponeva «una raccolta di opere nella loro ininterrotta sequenza, dai primi saggi di arte cristiana delle catacombe fino alle sue ultime manifestazioni». Basilewsky le aveva acquistate in tutta Europa, per dimostrare «che l'arte cristiana aveva raggiunto nel dodicesimo secolo la sua maggiore e più alta espressione». Per trasportare quei tesori in Russia lo Zar organizzò un treno speciale. Il Museo li accolse in venti sale, dove costituirono la «Sezione del Medioevo e del Rinascimento». Il mondo intero li invidiava a San Pietroburgo.
Il gemellaggio fra i due musei non è casuale. «I Russi hanno grande stima di Torino» assicura Maurizio Cecconi. «La indicano come esempio di città che ha saputo usare la cultura per attrarre il turismo». Enrica Pagella ricorda anche un antico contatto fra Palazzo Madama e la collezione Basilewsky: «Si tratta di un grandioso candelabro in maiolica rinascimentale di Urbino, che verrà esposto in mostra. Tornerà a Torino dove Emanuele d'Azeglio nell'Ottocento lo aveva venduto al grande collezionista russo».
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